Trasformare gli esuberi di calcestruzzo premiscelato in moduli edili ecosostenibili
Nonostante i suoi vantaggi e l’uso intensivo nel settore edile, il calcestruzzo premiscelato genera un quantitativo importante di rifiuti. E con l’attenzione all’ambiente e l’approccio degli ultimi anni volto alla sostenibilità nel campo, la necessità di arginare questi sprechi si fa sempre più pressante. Tra le soluzioni più innovative figura la produzione di blocchi in calcestruzzo spesso comparati ai famosi mattoncini da costruzione per bambini, per via della loro forma, del sistema a incastro e della natura modulare.
Ma quali sono i motivi dietro a questi sprechi? Eccone alcuni dei principali:
- Acquisto di scorte in eccesso: nei cantieri si tende spesso a ordinare un quantitativo di calcestruzzo premiscelato maggiore rispetto a quello necessario, per sicurezza. Ciò, tuttavia, genera materiale di esubero che non verrà mai utilizzato.
- Calcoli errati: capita inoltre che il personale incaricato di stimare le quantità di calcestruzzo necessarie faccia errori.
- Problemi legati ai trasporti: in caso di ritardi nei trasporti o di inconvenienti di altro genere, il calcestruzzo potrebbe giungere in cantiere in condizioni non idonee all’utilizzo, poiché indurito troppo durante il tragitto.
- Carichi rifiutati: i test effettuati nei cantieri potrebbero identificare partite di calcestruzzo che, per qualche motivo, risultano inadatte all’uso.
Le casistiche descritte sopra contribuiscono tutte a generare esuberi che vanno a riempire le discariche e che rappresentano una minaccia per l’ambiente. Riutilizzare questi scarti per produrre blocchi da costruzione a incastro, d’altro canto, offre innumerevoli vantaggi: da una parte ottimizza i costi legati alla raccolta delle materie prime e al riciclaggio, dall’altra riduce sensibilmente la quantità di materiale destinato allo smaltimento.
Il processo di riciclaggio, peraltro, richiede meno energia, rispetto alla trasformazione del calcestruzzo indurito in materiali edili sfusi, contribuendo positivamente a ridimensionare l’impronta di carbonio. Il calcestruzzo smaltito nelle discariche, inoltre, può contaminare l’acqua e incrementarne il PH. Utilizzare questi scarti per produrre blocchi edili sostenibili può aiutare ad evitarlo.
Trasformare gli esuberi provenienti dai cantieri in blocchi da costruzione è facilissimo. Basterà infatti versare il materiale in stampi appositi per creare moduli a incastro di varie forme. Il prodotto finale, un blocco simile ai mattoncini da costruzione per bambini, trova applicazione in molteplici settori. Ad esempio, può essere impiegato per creare pareti solide e durevoli destinate a separare le rinfuse negli impianti di stoccaggio e nelle strutture dedicate al riciclaggio. I moduli possono essere assemblati e disassemblati con facilità, e sono quindi perfetti per chi necessita di strutture temporanee o potenzialmente passibili di modifiche.
L’industria del calcestruzzo gode di una brutta fama, in termini di sostenibilità. Utilizzare gli esuberi per creare blocchi a incastro può contribuire a salvare il pianeta, riducendo gli sprechi e offrendo una soluzione sostenibile ed economica alternativa pronta a soddisfare le necessità delle aziende edili.
